CREDITO D'IMPOSTA SANIFICAZIONE

Admin Tecnofrasca 26/mag/2020 15:37:48
Credito d’imposta sanificazione ambient
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Vademecum sanificazione pulizia degli ambienti di lavoro

Admin Tecnofrasca 26/mag/2020 12:26:29

Uno degli aspetti più importanti dell’applicazione del Protocollo sicurezza contro il Covid-19 è la
sanificazione e la pulizia. Abbiamo provato a chiarire i due concetti individuando alcune linee guida
utili alle imprese per orientarsi in questo ambito (differenza tra pulizia e sanificazione, periodicità,
registrazione), ricordando che, rispetto alle questioni riguardanti la sicurezza sul lavoro, raccomandiamo
di fare riferimento ad Asq CNA oppure al proprio medico di fabbrica.

Cominciamo dalla sanificazione, in particolare, cosa si intende esattamente per sanificazione rispetto
alla normale pulizia.

LA PULIZIA. È quell’operazione che consente di rimuovere lo “sporco” di qualunque tipo, dalla polvere
alle sostanze untuose, dai liquidi alle sostanze organiche, ecc. La pulizia può essere effettuata mediante
rimozione manuale, rimozione meccanica o, in alcuni casi, mediante l’azione dell’acqua e/o di prodotti
detergenti. In pratica la pulizia sono tutte le normali attività che già si fanno con i normali detergenti per
superfici, pavimenti, ecc.

LA SANIFICAZIONE.

Non esiste, invece, una definizione univoca di sanificazione: quest’ultima dipende da diversi fattori, a
cominciare dal settore a cui appartiene l’impresa. In linea generale, la sanificazione rappresenta
qualcosa di più avanzato rispetto alla pulizia per quanto riguarda il livello di igiene ottenuto.
La sanificazione, infatti, consente di rimuovere qualunque microrganismo (batteri, virus, muffe, ecc.)
che la normale pulizia non è in grado di eliminare. Generalmente, la sanificazione si esegue sfruttando
l’azione di agenti chimici detergenti che consentono di ridurre il carico microbiologico al di sotto degli
standard igienici ottimali. Potremmo dire, anche se non è tecnicamente corretto, che la sanificazione
è una sorta di disinfezione utile ad abbattere la carica microbica, fungina e virale al di sotto di
determinati limiti.

Oggi si parla molto di sanificazione con ozono. Si tratta di un processo controverso, utilizzabile dove
non sia prevista l’applicazione della circolare 5443. È un procedimento comunque complesso, la cui
efficacia dipende molto dalle dimensioni del locale e che è piuttosto costosa. Per essere efficace, la
sanificazione deve essere sempre preceduta dalla pulizia. La sanificazione viene fatta utilizzando
prodotti specifici, che in genere sono classificati come detergenti disinfettanti o PMC (presidi medico
chirurgici) che devono avere (nel caso del virus) attività virucida.
Occorre verificare sulla scheda tecnica (da richiedere sempre prima dell’acquisto) del prodotto utilizzato
che questo abbia questa attività, in quanto gran parte dei prodotti di uso generale hanno solo effetti
attività battericida e levuricida (contro i funghi).

Si ricorda che i Protocolli, per la sanificazione di luoghi dove sono state persone positive al coronavirus,
prevedono che la sanificazione per la riapertura e l’utilizzo delle metodiche riportate nella circolare 5443,
ovvero:

Ipoclorito di sodio (candeggina) 0,1% dopo pulizia;
Soluzione idroalcolica al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.




Esempi.

Ipoclorito di sodio 0,1%. Se si utilizza normale candeggina commerciale occorre verificare la
concentrazione di ipoclorito (generalmente compresa tra 1% e 5%) ed effettuare la diluzione necessaria
(se 5%, 20 ml di detergente e 980 ml di acqua se 1%, 100 ml di detergente e 900 ml di acqua).
Soluzione idroalcolica al 70%. Per un litro di soluzione, 700 ml di alcol etilico e 300 ml di acqua.

Per tutte le altre situazioni, i protocolli non indicano prodotti specifici, purché, come scritto in precedenza,
l’attività virucida sia espressamente citata nella scheda tecnica di prodotto.

LA DISINFEZIONE. Si tratta di un trattamento che, sfruttando l’azione di agenti disinfettanti di tipo
chimico o fisico (ad es. il calore), è in grado di ridurre il carico microbiologico tramite la distruzione o
l’inattivazione degli agenti biologici.

LA PERIODICITA’ DEL TRATTAMENTO.
Il protocollo dice che deve essere effettuata una pulizia giornaliera e una sanificazione periodica.
Come si definiscono i parametri alle imprese per capire come orientarsi su questa periodicità?
A parte casi specifici già elencati nei protocolli (alla riapertura di aziende precedentemente ferme,
il prima possibile in caso di positivi alla COVID-19, giornalmente per mensa e spogliatoi nei cantieri),
non è facile dare un parametro temporale univoco, in quanto dipende molto dall’uso dei locali, dal
passaggio di persone e da altri fattori. Chiarito che la responsabilità delle tempistiche è lasciata al
datore di lavoro, la periodicità dovrebbe essere definita in base all’utilizzazione, privilegiando una
frequenza maggiore sulle superfici più utilizzate.

MEGLIO IL “FAI DA TE” O UN’AGENZIA ESTERNA?

Posto che non è obbligatorio rivolgersi a un’impresa di sanificazione certificata,
se l’azienda decide di comprare i prodotti e di farsela in casa come può dimostrare di avere ottemperato
a questo obbligo? Di certo, anche se non è obbligatorio, è consigliabile affidare la sanificazione a ditte
esterne specializzate in situazioni particolari quali presenza di positivi, riapertura in situazioni logistiche
complesse, ecc.

È NECESSARIO REGISTRARE LE ATTIVITA’ DI SANIFICAZIONE E PULIZIA?

I protocolli non richiedono esplicitamente una registrazione di queste attività, soprattutto quando fatte “in
proprio”, ma può essere opportuno tenerne traccia riportando la data, il prodotto utilizzato e la procedura
applicata (con mocio, con straccio, spray, ecc.). Occorre rimarcare comunque che l’utilizzo di un
detergente disinfettante non è affatto banale, lo stesso va infatti applicato con le modalità ed i tempi di
permanenza (prima dell’asciugatura, risciacquo o rimozione: ad esempio, l’Ipoclorito di Sodio 0,1%
va lasciato agire per non meno di 1-5, minuti a seconda della superficie.) riportate nella scheda tecnica.
Queste informazioni, quando non presenti nella scheda, vanno richiesti al fornitore del prodotto.

Esempio.
Un esempio di registrazione potrebbe essere:

In data xx/xx/xxxx Effettuata sanificazione di ………….
Utilizzando il prodotto: ……………… preceduto da pulizia con detergente ………..
Il prodotto ………… è stato utilizzato secondo le modalità e le indicazioni riportate nella scheda tecnica
fornita dal produttore dello stesso.

BONUS 110% CLIMATIZZATORE

Admin Tecnofrasca 26/mag/2020 11:53:37
Bonus condizionatori 2020: come funziona
Il bonus condizionatori 2020 è un’agevolazione fiscale che spetta ai contribuenti con e senza
ristrutturazione.
Se dunque il cittadino va all’acquisto di un condizionatore d’aria che sia in pompa di calore, e quindi un
prodotto che funziona sia d’estate che per il riscaldamento nella stagione invernale, e questo acquisto
va ad integrazione o in sostituzione dell’impianto di riscaldamento già esistente, che per il
raffreddamento ecco che scatta il bonus.

In pratica il cittadino ha diritto a detrarre la spesa dalla dichiarazione dei redditi o allo sconto immediato
prendendo come riferimento quanto indicato già nel decreto Crescita, e valido fino al 31 dicembre 2019
per effetto della Legge di Bilancio 2020.

L’installazione di un nuovo condizionatore o la sua sostituzione, produce il beneficio di una di detrazioni,
che variano a seconda dell’ambito nel quale viene effettuato l’acquisto:

Bonus condizionatori con ristrutturazione edile: detrazione o sconto immediato se il nuovo impianto è
a pompa di calore, anche a non alta efficienza ma mira al risparmio energetico + riduzione IVA.
Solo su unità immobiliari residenziali o parti comuni, condomini.
Bonus climatizzatori risparmio energetico: sconto o detrazione per condizionatori con pompa di calore
ad alta efficienza che vanno a sostituire l’impianto di riscaldamento esistente. Detrazione fruibile sia per
abitazioni, uffici, negozi.
Bonus condizionatori con bonus mobili con ristrutturazione: sconto immediato o detrazione se si va a
realizzare una ristrutturazione edilizia straordinaria su singole abitazioni o condomini. In tal senso è
possibile fruire della detrazione se si acquistano mobili e grandi elettrodomestici A+ (A per i forni),
ivi compresi i climatizzatori
Bonus condizionatori senza ristrutturazione: se non vengono effettuati lavori di ristrutturazione,
è possibile lo stesso fruire dell’agevolazione fiscale, ma solo se si intende sostituire il vecchio ed intero
impianto di climatizzatore con un condizionatore, ossia, un nuovo impianto a pompa di calore e ad alta
efficienza energetica.
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